Nizza d’inverno

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E’ un poco come spiare non visti piccoli scorci della vita degli altri…

L’elemento d’unione: un bisogno comune, una voglia condivisa, assaporare il tepore di un raggio di sole dopo giorni grigi

Il mare davanti agli occhi, una sedia in legno di un azzurro consumato dalla salsedine sulla promenade per scaldarsi un poco al sole d’inverno

In fila, fianco a fianco una coppia di mezz’età salutisti con la pelle curata ed il fisico asciutto che leggono con interesse la pagina politica di un quotidiano tedesco,

una ragazza florida dall’incarnato bianco e luminoso curiosa della notizia di un gossip urlato a caratteri cubitali da un giornale americano

un mediorientale con un quaderno sottile scritto fitto fitto di frasi che formano ordinati ed eleganti arabeschi

una donna appesantita dagli anni e dalle preoccupazioni dal volto arrossato con un foulard in testa ed una collana dal ciondolo tondo come quello delle nonne di una volta che semplicemente guarda lontano, senza vedere la lingua azzurra del mare, unicamente seguendo i propri pensieri, cercando un attimo di pace

una coppia di anziani vestiti a più strati con tre o quattro ombrelli in mano stanchi di una passeggiata breve ma faticosa

una persona con la testa appoggiata alle ginocchia e le mani intorno al viso come a voler lenire un dolore o fermare un pensiero ossessivo che solleva a tratti il volto dall’espressione di una indicibile disperazione e solitudine

intorno a loro un via vai distratto di altri pensieri, passi, sorrisi di chi trascorre un pomeriggio su questo lungomare generoso di spazi per chi desidera correre, pedalare, pattinare, passeggiare solo o con un cane, un bambino, un amante, un amico.

Sopra tutti una miriade di gabbiani leggeri ed aggraziati in cerca di cibo disegnano ampi raggi nel cielo, mischiando versi striduli al fragore delle onde.

E poi noi due, assorti nel primo regalo di una primavera non ancora annunciata, compagni di un percorso iniziato in un pomeriggio ormai lontano ma ancora vivido nei ricordi. A volte camminiamo a fianco, a tratti proseguiamo soli, poi ci incontriamo e le nostre mani si sfiorano.

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